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Croazia

15/03/2016

Il ministero dell'economia croata sta pensando di rimuovere dalla sua lista di progetti di investimento strategico il previsto "LNG, gas naturale liquido" quale terminale sull'isola settentrionale di Krk.

Lo scorso luglio, il precedente governo aveva designato il progetto del rigassificatore come strategico, e la compagnia di stato "LNG Croazia" aveva di conseguenza lanciato nello stesso mese una gara d'appalto per i potenziali investitori.

Il progetto del terminale gode del supporto di tutta la sfera politica. I media hanno ipotizzato che sarà uno dei tre grandi progetti infrastrutturali che dovranno essere realizzati dal nuovo primo ministro.

La costruzione, spera in un prossimo futuro,  del terminale LNG sull'isola di Krk e la connessione verso il Baltico e la Polonia contribuirebbero molto a rendere piu' efficiente energia e  sicurezza.

Una rete pianificata di terminali LNG in Europa spingerebbe verso il basso il prezzo del gas russo, ridurrebbe la dipendenza dell'Europa da Mosca, minandone il  monopolio.

E' bene avere un terminale LNG, in Croazia, come possibilità di de-monopolizzare il mercato. Ora si tratta solo di decidere se debba essere un terminale piccolo o grande, a seconda se vi sia  interesse da parte dei Paesi vicini, senza accesso al mare.

L'UE ha sostenuto il progetto gia' dal  mese di ottobre 2014, offrendo € 4.900.000 per uno studio di fattibilità del progetto. L'UE ha definito tale progetto importante per la costruzione di una infrastruttura necessaria a garantire la sicurezza energetica dell'Europa.

Nel mese di dicembre 2014, anche il segretario per la politica energetica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha confermato l'interesse americano verso questo progetto, sottolineando che lo stesso apre alla Croazia la possibilita' di diventare un hub regionale di alimentazione di gas.

Gli Stati Uniti appoggiano anche la "Trans-Adriatic Pipeline" TAP, progettata per trasportare il gas del Mar Caspio verso l'Europa, passando attraverso la Croazia e la Bosnia, dando alla regione un approvvigionamento di gas alternativo e diminuendo quindi la dipendenza della regione dalla Russia.

Il vicepresidente degli Stati Uniti  ha inoltre proposto che il gas proveniente dal terminal "LNG" sull'isola di Krk potrebbe essere utilizzato anche per fornire la Serbia, mediante un gasdotto che attraversa l'Ungheria.

Con una capacità prevista di piu' di sei miliardi di metri quadrati di gas, il costo del terminale è di circa 600 milioni di euro. Includendo le necessarie infrastrutture per completare l'opera, il costo totale sale a oltre un miliardo di euro.

L'inizio dei lavori di costruzione era inizialmente prevista per la metà del 2016 e destinata a durare tre anni.
(Fonte: Bk. In.)

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