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Brasile

19/10/2015

Secondo uno studio realizzato da Vera Thorstensen e Lucas Ferraz, ricercatori della FGV School of Economics, il Trans-Pacific Trade Deal tra Stati Uniti, Giappone e altri dieci Paesi può portare ad una riduzione delle esportazioni brasiliane fino al 2,7%.

Lo scenario considera per esempio l'eliminazione delle tasse di importazione.

Secondo lo studio, le esportazioni brasiliane saranno interessanti in quanto i prodotti, scambiati tra i Paesi che hanno firmato l'accordo, saranno relativamente più economici.

Oggi le economie che compongono la Trans-Pacific Partnership ricevono quasi un quarto delle esportazioni brasiliane all'estero; pari al 35% di prodotti fabbricati, a causa del mercato americano.

Gli analisti prevedono che, con l'accordo, gli Stati Uniti dovrebbero concentrare i loro sforzi sulla negoziazione di un altro mega-accordo con l'Unione europea: l'Associazione Transatlantica.

Le cifre evidenziate dalla FGV mostrano che le esportazioni brasiliane si ridurrebbero del 5%.

Il Direttore Esecutivo del commercio estero della Confederazione nazionale dell'industria afferma che è urgente che il Brasile inizi la negoziazione di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti.

Tuttavia, il ministro dello Sviluppo ritiene che la negoziazione di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti sia l'obiettivo del Paese, ma che l'idea non sia ancora matura e fattibile solo nel medio termine.

Secondo Emanuel Ornelas, professore presso FGV e ricercatore di accordi di politica commerciale e commerciali, qualsiasi apertura del mercato sarebbe positiva per il Brasile, la cui economia è molto isolata dai rapporti di produzione globali, ma rimane scettico visto che il governo non ha ancora attuato nuovi accordi.


(Fonte: Foh.br)

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